BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//CERN//INDICO//EN
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Neuroscienze e Optometria
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T094500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T101500Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-133@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: Paolo TACCONELLA ()\nNel corso della formazione dell
 ’Ottico-Optometrista viene dato ampio risalto allo studio delle struttur
 e oculari in termini anatomici\, fisiologici\, patologici e\, naturalmente
 \, refrattivi. Meno tempo viene dedicato allo studio approfondito del subs
 trato neurale dei comportamenti visivi (percettivi e spaziali) che però r
 ivestono un ruolo cruciale nella comprensione del processo visivo ai fini 
 di una corretta gestione degli interventi optometrici di compensazione e r
 ieducazione.\n\nL’obiettivo è quello di inquadrare il percorso storico 
 che ha consentito il progredire delle ricerche sulla neuropsicologia della
  visione e di definire l’evoluzione dei concetti riguardanti la dualità
  del sistema visivo. Ampia enfasi verrà data al modello di Goodale & Miln
 er di percezione ed azione\, illustrando le modalità che hanno condotto a
 lla definizione e validazione di tale modello. Saranno inoltre discussi di
 versi studi a supporto di questo modello\, relativi sia all’osservazione
  del comportamento\, sia all’indagine elettrofisiologica\, sia all’aus
 ilio delle neuro-immagini.\n\nPer l’acquisizione delle conoscenze teoric
 he più recenti per quanto riguarda i modelli del sistema visivo maggiorme
 nte accreditati è importante comprendere a fondo la natura della codifica
  dello spazio. La neurofisiologia classica ha sempre associato questo cost
 rutto alle vie visive associative dorsali. Queste mediano sia i processi d
 i localizzazione spaziale\, sia quelli legati alle trasformazioni visuo-mo
 torie. Anche lo spazio\, però\, sottostà ad una duplice modalità di ela
 borazione: la prima media le risposte immediate a stimoli presenti (cortec
 cia parietale)\, la seconda media le risposte differite a stimoli ricordat
 i (corteccia temporale). Un sistema di rappresentazione spaziale codifica 
 a lungo termine le relazioni spaziali\; l'altro sistema spaziale è dedica
 to alla guida in tempo reale delle azioni. Le informazioni spaziali sono c
 odificate in coordinate percettive allocentriche (lo spazio è percepito) 
 oppure in coordinate motorie egocentriche (lo spazio è agito).\n\nVengono
  infine presentati alcuni modelli del sistema visivo\n\n- Teoria motoria d
 ella visione di Getman (1965)\n- Le abilità visuo-spaziali di Henderson\,
  Pehoski & Murray (2002)\n- Modello del sistema di elaborazione visiva (Ta
 cconella & Lumaca\, 2012)\n\nhttps://indico.unina.it/event/11/contribution
 s/133/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/133/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Buio e luce: quando e quanto
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T081500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T084500Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-140@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: Giuseppe BARBATO (Università della Campania L. Vanv
 itelli)\, Laura BELLIA (Università degli Studi di Napoli Federico II)\nIl
  Nobel per la medicina nel 2017 è andato ai ricercatori che hanno individ
 uato i meccanismi molecolari dei ritmi circadiani\, a quei meccanismi cio
 è che tra le altre cose ci dicono quando andare a dormire e quando svegli
 arci. Questo sistema che ha una sua attività spontanea\, endogena è per
 ò finemente regolato dall'alternanza dei ritmi esterni buio/luce\, che si
 ncronizzano i ritmi dell'orologio interno ai ritmi esterni\, ecco perché 
 il nostro sistema biologico è sveglio quando c'è luce e dorme quando c'
 è buio. Il segnale d'informazione luminoso responsabile di questo meccani
 smo passa attraverso la retina per raggiungere l'ipotalamo ed è particola
 rmente elevato per le piccole lunghezze d’onda dello spettro visibile (i
 ntorno a 470 nm)\, comunemente denominate “luce blu”. L'attuale tecnol
 ogia dei sistemi di illuminazione con sorgenti LED ci permette di modulare
  gli spettri luminosi\, in modo da interagire opportunamente con il sistem
 a biologico descritto\, tuttavia impieghi sbagliati o eccessivi della luce
  elettrica possono produrre alterazioni della sincronizzazione dei ritmi b
 iologici\, con conseguenze importanti sulla salute fisica e psichica dell'
 uomo: un esempio su tutti è la stimolazione luminosa nelle ore serali che
  può produrre disturbi del sonno. Risulta quindi importante la comunicazi
 one/collaborazione tra gli esperti delle componenti fisiologiche dell'uomo
  da una parte e coloro che si occupano di caratteristiche ottiche e lumino
 se degli ambienti dall'altra\, in modo da ottenere condizioni di illuminaz
 ione ottimali e “salutari” attraverso l’utilizzo attento e consapevo
 le della luce elettrica.\n\nhttps://indico.unina.it/event/11/contributions
 /140/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/140/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:La luce che ci illumina di immenso
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T070000Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T071500Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-137@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: Antonio SASSO (Coordinatore CdS in Ottica e Optometr
 ia - Università degli Studi di Napoli Federico II)\nLa luce è un fenomen
 o meraviglioso che accompagna l’uomo sin dalla sua apparizione sulla Ter
 ra. Stelle\, che si contendono il cielo a frotte\, hanno insegnato la nott
 e ai nostri antenati (da “La Buona Novella” di Fabrizio De Andrè)\, f
 uochi primitivi hanno squarciato miti nelle antiche caverne. Luce solare b
 enigna ci ha riscaldato ed ha trasformato acqua e anidride carbonica in gl
 ucosio\, motore della vita. Colori vivi aiutano le specie animali a cercar
 e cibo attraverso il senso più prezioso: la vista. Colori stesi su tele d
 a divini pittori non smettono di emozionarci.\n\nAll’uomo moderno la luc
 e continua a fornire molteplicità di fenomeni. L’effetto fotovoltaico p
 otrebbe aiutarci a controllare l’eccesso di produzione di anidride carbo
 nica. Fiotti di luce che viaggiano in capillari di vetro mettono in contat
 to miliardi di uomini in un mondo diventato sempre più un “piccolo” v
 illaggio.\n\nLa luce è anche uno strumento per scrutare fenomeni della na
 tura fino a decine di anni fa impensabili. Piccoli spostamenti di frange d
 i interferenza hanno recentemente consentito di rivelare impercettibili in
 crespature nello spazio dovute a collassi di buchi neri lontani miliardi d
 i anni luce da noi. Fotoni entanglati hanno poi dimostrato il teletrasport
 o\, che lo stesso Einstein aveva indicato come un paradosso solo poche dec
 ine di anni fa. Con la luce si è poi in grado di manipolare la materia po
 rtando atomi a temperature prossime allo zero assoluto (condensati di Bose
  -Einstein) o\, anche\, di allungare singoli filamenti di DNA.\n\nLa scien
 za della luce\, la fotonica\, permea la nostra esistenza con le sue mille 
 manifestazioni che non sembrano mai finire di stupirci.\n\nEd è forse lo 
 stupore\, il bene più prezioso che l’uomo dovrebbe preservare più di o
 gni altra cosa per continuare il suo viaggio nella conoscenza.\n\nhttps://
 indico.unina.it/event/11/contributions/137/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/137/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Senza luce non si vede nulla
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T074500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T081500Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-139@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: Osvaldo DA POS (Università di Padova)\nSiamo poco c
 onsapevoli di quanto sia importante la luce per riuscire a vedere qualche 
 cosa [passaggio dall’invisibile al visibile: fiat lux]\, e siamo anche s
 carsamente consci dell’importanza della percezione visiva nella nostra v
 ita. Per approfondire questi argomenti\, anche semplicemente per sapere ch
 e cos’è la luce\, è ovviamente necessario usare un linguaggio verbale 
 adeguato\, che ci permetta di comunicare senza fraintendimenti. Qui emerge
  una prima difficoltà che riguarda l’ambiguità\, e talvolta l’equivo
 cità\, dei termini che usiamo normalmente. Infatti anche quando si riesca
  a rendersi conto dei limiti ed errori che il nostro modo di parlare compo
 rta\, è difficile ragionare con categorie diverse anche se più corrette.
  Pertanto chiariremo il significato dei termini riguardanti la luce e il c
 olore\, e faremo riferimento alle relazioni tra linguaggio\, percezione\, 
 ambiente.\n\nQuindi vedremo in che senso la luce è necessaria per vedere:
  cercheremo di capire come si formano le percezioni visive esaminando il r
 uolo che ha l’ambiente fisico (stimolazione dei recettori visivi) e quel
 lo della persona percipiente (le sue caratteristiche soggettive). Per capi
 re meglio i principali fenomeni riguadanti la luce confronteremo infine la
  percezione ‘normale’ con le illusioni percettive e le allucinazioni\,
  con lo scopo di formulare alcuni principi che regolano la percezione dell
 a luce sia in modalità ‘normale’ che illusoria.\n\nhttps://indico.uni
 na.it/event/11/contributions/139/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/139/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Vedere con il  Cervello
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T071500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T074500Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-138@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: Alessandra RUFA (Università di Siena)\nhttps://indi
 co.unina.it/event/11/contributions/138/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/138/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Benvenuto
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T064500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T070000Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-136@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: Leonardo MEROLA (Direttore del Dipartimento di Fisic
 a)\, P. SALATINO (Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di B
 ase)\nhttps://indico.unina.it/event/11/contributions/136/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/136/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Conclusioni e Chiusura Sessione Mattutina
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T104500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T110000Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-135@cern.ch
DESCRIPTION:https://indico.unina.it/event/11/contributions/135/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/135/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Quale futuro per l’optometria italiana?
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T101500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T104500Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-134@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: Alessandro FOSSETTI (Direttore IRSOO e docente CdS i
 n Ottica e Optometria Università di Firenze)\nLa nascita dell’optometri
 a risale a oltre centoventi anni fa e si è sviluppata soprattutto nei pae
 si anglosassoni. Oggi l’optometria è presente e praticata in tutta l’
 Europa ma il livello di riconoscimento della professione è molto differen
 ziato tra i vari paesi. I caratteri fondamentali dello sviluppo della prof
 essione in Italia sono stati determinati dai primi percorsi formativi in o
 ptometria\, a partire dal 1969\, che avevano necessariamente un forte radi
 camento nei corsi di ottica. Vari i tentativi\, tutti falliti\, di dare un
 a definizione giuridica alla figura dell’optometrista\, fino alla recent
 e istituzione dei corsi di Laurea triennali\, resi possibili grazie all’
 esistenza sul territorio di numerosi docenti qualificati formatisi nei cor
 si professionali.\n\nCosa può legittimamente fare chi sia in possesso di 
 un diploma di optometria o di una laure triennale? Intanto è necessaria l
 ’abilitazione ottica\, i primi ce l’hanno i secondi la devono acquisir
 e. Con essa possono lavorare come ottico e\, secondo le sentenze della Sup
 rema Corte di Cassazione\, praticare anche l’optometria\, che in Italia 
 oggi significa principalmente fare la refrazione senza restrizioni e appli
 care le lenti a contatto\, anche qui senza limiti. In quest’ultimo campo
  alcuni degli optometristi italiani sono tra i più preparati in Europa\, 
 grazie alla grande tradizione di formazione\, che parte da Vinci nei primi
  anni ’70. Oggi alcuni di essi lavorano per il controllo della progressi
 one miopica mediante la pratica dell’ortocheratologia notturna. L’aume
 nto della prevalenza della miopia sta portando in tutto il mondo a percent
 uali di diffusione della miopia che superano il 40% e in alcuni paesi orie
 ntali raggiunge l’85%. E’ dimostrato che l’ortocheratologia notturna
  riduce sensibilmente la progressione della miopia e si sta valutando anch
 e l’effetto di lenti a contatto morbide a gradiente di potere per ottene
 re lo stesso effetto. Gli optometristi sono dunque in prima linea per prev
 enire l’instaurarsi della miopia o per prevenirne un aumento che avrebbe
  potenzialmente effetti negativi sui tessuti oculari e sulle funzioni visi
 ve. Ma potrebbero anche dare un grande servizio al paese\, alla sanità\, 
 aiutare a ridurre la code per le visite di primo livello\, e a dare un sev
 izio migliore al cittadino.\n\nIntanto la preparazione dei laureati dovreb
 be essere integrata con corsi post laurea. Corsi che riguardino le basi de
 ll’ottica e dell’optometria clinica\, necessari per dare competenze ut
 ili\, e soprattutto basate sull’evidenza scientifica. Senza inseguire ch
 imere di specializzazioni che saranno praticate da pochissimi seguaci e no
 n serviranno a dare aiuto al servizio sanitario. In attesa di poter avere 
 la laurea magistrale e il dottorato. Dopodiché il riconoscimento della fi
 gura dell’optometrista non potrebbe più essere rimandato\, secondo un p
 ercorso che si è cercato di stravolgere senza ottenere risultati fino ad 
 oggi: prima la Formazione poi la Legislazione.\n\nhttps://indico.unina.it/
 event/11/contributions/134/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/134/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Luce e Arte
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20180516T091500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20180516T094500Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20261006T092602Z
UID:indico-contribution-11-132@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: Alessandro FARINI (Istituto Nazionale di Ottica - Fi
 renze)\nhttps://indico.unina.it/event/11/contributions/132/
LOCATION:
URL:https://indico.unina.it/event/11/contributions/132/
END:VEVENT
END:VCALENDAR
