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SUMMARY:Una nuova interpretazione dei diagrammi di Ipparco
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DESCRIPTION:Speakers:  A. Amabile (Università degli Studi di Napoli Feder
 ico II)\nI diagrammi ad eccentrici-epicicli sono lo strumento principale u
 tilizzato da Tolomeo (II sec. d.C.) nell'Almagesto per descrivere i moti d
 i Sole\, Luna e pianeti. Tolomeo utilizza tali diagrammi per rappresentare
  la successione delle posizioni apparenti dei corpi celesti. Nel mio inter
 vento presenterò alcuni argomenti a sostegno della possibilità che i mod
 elli ad eccentrici-epicicli - che Tolomeo dice di riprendere dal lavoro di
  Ipparco (II sec. a.C.) - fossero originariamente dei diagrammi di spostam
 enti successivi. Da ciò derivano alcune importanti conseguenze teoriche\,
  che verranno discusse in relazione al problema generale della ricostruzio
 ne dell'astronomia matematica del periodo ellenistico.\n\nhttps://indico.u
 nina.it/event/76/contributions/1057/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1057/
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SUMMARY:L'irresistibile attrazione: il concetto di gravità nella storia d
 el pensiero scientifico
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DESCRIPTION:Speakers:  A.  La Rana  (Università di Macerata)\nLa presente
  relazione traccia un percorso storico attraverso i diversi modelli descri
 ttivi del fenomeno "gravità" emersi nel corso del tempo. Il concetto di p
 eso nasce prestissimo nella civiltà umana\, come testimoniato dall'uso an
 tichissimo della bilancia\, ma si evolve all’evolversi dei quadri interp
 retativi applicati per studiare la gravità e per comprenderne la natura. 
 Ancora oggi frontiera di nuova conoscenza\, il fenomeno della gravità per
 mette di esplorare lo sviluppo del pensiero scientifico attraverso oltre d
 ue millenni di storia: è un terreno fertile per l’indagine storica ed e
 pistemologica e\, al contempo\, per la ricerca didattica improntata al cul
 tural content knowledge e mirata a una comprensione della fisica come proc
 esso in continuo divenire\, un processo intrinsecamente dialogante con le 
 epoche passate.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/1056/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1056/
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SUMMARY:Le origini della Fisica Quantistica
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DESCRIPTION:Speakers: F.  Monti (Università di Verona)\nCom'è noto\, le 
 indicazioni nazionali per i Licei Scientifici prevedono al quinto anno la 
 trattazione delle "conoscenze sviluppate nel XX secolo relative a macrocos
 mo e microcosmo" e includono "il concetto di quanto di luce"\, "l'ipotesi 
 di Planck"\, "l'effetto fotoelettrico" e "le teorie e i risultati sperimen
 tali che evidenziano la presenza di livelli energetici discreti nell'atomo
 ".\nIn questo studio proponiamo un approccio storico alle origini della fi
 sica quantistica basato su una accurata ricostruzione delle scoperte scien
 tifiche in prospettiva didattica\, fondato sui documenti originali e\, com
 e tale\, strettamente legato alla ricerca in storia della fisica.\nIl perc
 orso è idealmente strutturato in tre parti.\nNella prima parte\, che in q
 uesta sede intendiamo approfondire\, la nascita della costante di Planck i
 n relazione alla radiazione di corpo nero e l’introduzione dell’"eleme
 nto di energia" (h\\nu) vengono collegate all'importanza data da Max Planc
 k alla ricerca dell'assoluto\, e in particolare alle costanti universali\,
  da lui manifestata fin dal 1899. Einstein\, invece\, (1905)\, ignorando P
 lanck e partendo dalla differenza formale tra particella e campo\, ipotizz
 ava che anche l’energia luminosa fosse costituita da un numero finito di
  “quanti di energia indipendenti”\, riuscendo così a spiegare tre fen
 omeni inspiegabili con la fisica classica (l'effetto fotoelettrico\, la fo
 toluminescenza\, e la ionizzazione di un gas da luce ultravioletta).\nNell
 a seconda parte mostreremo come l'ipotesi di Planck si sia diffusa a parti
 re dal 1906 portando al Congresso Solvay del 1911\, dedicato esclusivament
 e alle ipotesi quantistiche\, fino alla quantizzazione del momento angolar
 e ad opera di J. W. Nicholson nel 1912. Nella terza parte\, alla luce di q
 ueste premesse\, discuteremo come Bohr\, partendo da un ragionamento fonda
 to sull'analisi dimensionale\, abbia utilizzato la costante di Planck per 
 garantire la stabilità alle strutture atomiche giungendo così al primo m
 odello atomico quantizzato.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributi
 ons/1053/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1053/
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SUMMARY:Can Old-Quantum-Theoretical description of Physical Reality be con
 sidered worth teaching?
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DESCRIPTION:Speakers: L.  Lovisetti (Università Statale di Milano)\nEven 
 though the Old Quantum Theory (OQT) has long been integrated into high sch
 ool curricula\, research conducted in Physics Education (PE) generally foc
 uses on single topics (mainly black-body spectrum\, photoelectric effect\,
  and Bohr’s atomic model)\, lacking a comprehensive and unified approach
 \, and leaving a significant gap in providing a coherent pedagogical\, his
 torical\, and conceptual presentation. In line with most results in PE res
 earch\, we do not believe that solely relying on the OQT is the most suita
 ble and effective way to introduce Quantum Physics (QP). Nevertheless\, we
  believe that dealing with the OQT could aid in grasping why Quantum Mecha
 nics (QM) is just the way it is\, facilitating the understanding of the di
 fficulties inherent in this theory. And given also the current status quo\
 , with teachers and textbooks still waiting at the “OQT stop”\, it bec
 omes fundamental to look and research in this direction. Is it thus possib
 le for the OQT to be effectively and meaningfully presented? What are the 
 disciplinary and learning knots? And which aspects of OQT are important fo
 r the axiomatic construction of QM? In light of these research questions\,
  a 15-hour path titled “Old (but Gold) Quantum Theory” was designed an
 d tested in early 2023 with 36 high-school students and 9 teachers. Meetin
 gs included commented readings of original papers\, groupworks\, and both 
 qualitative and quantitative examples. A second edition of the path is pla
 nned for early 2024. Moreover\, a further experimentation\, as an introduc
 tion to QM\, is running in Fall 2023\, with 144 students and 84 teachers. 
 The paths are based on a comprehensive historical and pedagogical reconstr
 uction of the birth and development of QP (part of a PhD research project)
 \, the primary aim of which is to establish an epistemological and educati
 onal framework crucial for fostering a meaningful cultural comprehension o
 f QM. This work will delve into some of these aspects\, taken as examples.
 \n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/1054/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1054/
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SUMMARY:Oltre Raffaello. La Storia della Scienza ad Urbino e le attuali at
 tività di ricerca nel campo della Storia della Strumentazione Scientifica
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DESCRIPTION:Speakers: R.  Mantovani  (Università di Urbino)\nLa presenza\
 , a partire dalla fine degli anni 2000\, di una ricca collezione di strume
 nti scientifici del XVIII e XIX secolo presso l’università di Urbino ha
  creato nel tempo le condizioni favorevoli per la formazione di una unità
  di Ricerca dedita alla valorizzazione della tradizione scientifica urbina
 te e\, più in generale\, allo studio degli strumenti scientifici quali in
 sostituibili protagonisti del sapere tecnico-scientifico del passato. L’
 aggiunta di un corso universitario con epigrafe “Storia della Strumentaz
 ione Scientifica”\, attivo fin dal 2004\, ha rafforzato queste condizion
 i favorevoli imprimendo alle attività museali\, didattiche e di ricerca u
 na peculiarità di studi piuttosto pronunciata. La relazione\, senza la pr
 etesa di essere esaustiva\, ripercorrerà brevemente le principali attivit
 à svolte ad Urbino nel campo della valorizzazione dell’ingente tradizio
 ne tecnico-scientifica locale e al contempo fornirà alcune linee direttri
 ci attuali di ricerca recentemente intraprese nel campo della Storia della
  Strumentazione Scientifica.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contribut
 ions/1055/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1055/
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SUMMARY:Genesi e struttura di un corso integrato per l’insegnamento dell
 a scienza quantistica dell’informazione a livello secondario con qubit c
 odificati in polarizzazione e cammini
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DESCRIPTION:Speakers: G.  Zuccarini (Univeristà di Pavia)\nDescriviamo la
  genesi e la struttura di un corso per l’insegnamento della scienza quan
 tistica dell’informazione a livello secondario. Il corso si basa su un a
 pproccio integrato alla fisica\, probabilità\, logica\, e quindi alla com
 putazione\; attiva gli studenti nello sviluppo di un modello quantistico d
 i codifica e di elaborazione logica in polarizzazione e nei cammini di un 
 fotone\; propone una chiarificazione della struttura interna degli algorit
 mi quantistici. Le due codifiche consentono agli studenti di impegnarsi in
  attività epistemiche quali la progettazione sperimentale ideale di porte
  e circuiti\, traducendo diagrammi circuitali in possibili implementazioni
  fisiche su banco ottico\, e di realizzare in laboratorio alcuni dei proge
 tti svolti in classe. Il corso è stato proposto come struttura base agli 
 insegnanti di scuola secondaria e sperimentato nella didattica curriculare
  con rielaborazioni seguenti alla coprogettazione. Nella sua forma standar
 d\, è stato sperimentato su studenti secondari auto-selezionati\, sia all
 ’interno della Scuola Estiva di Tecnologie Quantistiche dell’Universit
 à di Pavia che in PCTO condotti in istituti secondari nazionali.\n\nhttps
 ://indico.unina.it/event/76/contributions/1049/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1049/
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SUMMARY:First experimentation of higher educational tools for an embodied 
 and creative education on energy
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DESCRIPTION:Speakers: C.  Puecher (Free University of Bolzen-Bolzano)\nThe
  Erasmus+ Project “e^4 – higher Educational tools for an Embodied & cr
 eative Education on Energy” (Project number: 2021-1-IT02-KA220-HED-00003
 2259)\, coordinated by UNIBZ\, aims\, among other objectives\, at developi
 ng contents related to energy for higher education of teacher at primary a
 nd lower secondary levels\, following a didactic approach based on imagina
 tive forms of expression like storytelling\, gamification\, embodied simul
 ation\, digital simulation\, and play. The project is inspired to the Kier
 an Egan’s theory of recapitulation of cultural phases (Egan\, 1997) and 
 on an imaginative (fundamentally metaphoric and narrative) approach to the
  teaching of physical science (Corni & Fuchs\, 2020).\nThe e^4 materials w
 ill be available on a dedicated website. In particular\, the website will 
 provide a Module 0 of general introduction\, addressed to the instructors\
 , to learn the fundamentals of the project and to familiarize with imagina
 tive forms of expression\, and three Modules on i) energy in biology\, ii)
  energy in transports\, and iii) renewable energy sources\, offering conte
 nts of use of the instructors with their trainees.\nA gamification tool is
  based on the Lego® Serious Play® format that uses Lego bricks and some 
 additional pieces to engage trainees in an imaginative way in the represen
 tation of Forces of Nature and Stories whose characters are these Forces. 
 Object of the paper\, beside the detailed description of the e^4 project\,
  is the discussion of the results of some gamification activities performe
 d with groups of student teachers of the faculty of education of the Free 
 University of Bozen-Bolzano.\n\n\nReferences\nCorni\, F.\, & Fuchs\, H. U.
  (2020). Primary Physical Science for Student Teachers at Kindergarten and
  Primary School Levels: Part I - Foundations of an Imaginative Approach to
  Physical Science. Interchange\, 51(3)\, 315–343.\nEgan\, K. (1997). The
  Educated Mind. How Cognitive Tools Shape Our Understanding. The Universit
 y of Chicago Press. http://ebookcentral.proquest.com/lib/unibz/detail.acti
 on?docID=408518.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/1048/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1048/
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SUMMARY:Insegnare efficacemente le basi fisiche dell’effetto serra: evol
 uzione di una sequenza didattica
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DESCRIPTION:Speakers: A Salmoiraghi (Università di Trento)\, S. Toffalett
 i (Università di Trento)\nLa comprensione delle basi fisiche dell’effet
 to serra è un elemento essenziale per chiarire il ruolo dell’intervento
  umano nel delicato bilancio che regola questo complesso fenomeno fisico. 
 In questo contributo discuteremo la progettazione\, l’implementazione e 
 la validazione di una sequenza di insegnamento apprendimento (TLS) su ques
 to argomento di scottante attualità. Essa si compone di una raccolta ragi
 onata di esperimenti relativamente semplici e dimostrazioni di laboratorio
  dedicate all'esplorazione dei processi chiave alla base della fisica dell
 a nostra atmosfera e del bilancio energetico della Terra\, nella logica ch
 e essi siano necessari alla comprensione di questi concetti.\nLa progettaz
 ione della sequenza ha seguito tutte le fasi tipiche del modello di ricost
 ruzione educativa (MER). In particolare\, sono stati raccolti dati sull’
 apprendimento sia con test sia con disegni realizzati prima e al termine d
 ella sequenza\, che mostrano l’evoluzione da rappresentazioni dell’eff
 etto serra comuni ma errate (i.e. riflessione multipla e trapping) a sempl
 ici (ma scientificamente corrette) basate su flussi e bilancio energetico.
 \nTuttavia\, i fattori che conducono alla riprogettazione delle TLS non po
 ssono essere ricondotti esclusivamente al processo di test e verifica\, ma
  anche dall'evoluzione del contesto e dalla crescente consapevolezza dei r
 icercatori. Quindi discuteremo come negli ultimi anni la riprogettazione s
 ia stata finalizzata a coniugare gli aspetti disciplinari con i temi più 
 tipici dell’alfabetizzazione scientifica e della percezione della scienz
 a\, allo scopo di contrastare quella mancanza di adeguate conoscenze scien
 tifiche che può incidere notevolmente sulle scelte dei cittadini\, con gr
 avi conseguenze per la capacità sociale di affrontare le principali sfide
  globali\, come il cambiamento climatico.\n\nhttps://indico.unina.it/event
 /76/contributions/1047/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1047/
END:VEVENT
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SUMMARY:Uno studio sulla differenza di genere e sul benessere cognitivo de
 gli studenti nella scuola primaria: progettazione e sperimentazione di una
  proposta in didattica della fisica sull’energia.
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DESCRIPTION:Speakers: G.  Giarratano (Università di Palermo)\nNumerose ri
 cerche mostrano che ancora oggi il gender gap è un fenomeno che investe m
 olti aspetti della vita quotidiana\, nonostante gli sforzi compiuti per ra
 ggiungere l’equità di genere nel campo scolastico e lavorativo. Le donn
 e continuano ad essere sottorappresentate nelle discipline STEM e al conte
 mpo sovrarappresentate nel campo dell’istruzione. Da un lato\, è stata 
 raggiunta un’equità di genere nelle scienze della vita e sociali\, dall
 ’altro lato fisica\, ingegneria e informatica continuano ad essere\, per
  la maggior parte\, appannaggio degli uomini. La ricerca ha dimostrato che
  le disparità di genere trovano il loro fondamento negli stereotipi\, i q
 uali influenzano i valori dei contesti culturali e generano segregazione o
 rizzontale e verticale. Gli stereotipi di genere associano gli uomini più
  delle donne allo studio delle discipline STEM\, in quanto il genere femmi
 nile viene visto come maggiormente portato allo svolgimento di lavori di c
 ura e istruzione. I bambini iniziano ad apprendere tali stereotipi già in
  età prescolare e trovano spesso un ulteriore rinforzo a scuola. Tutto ci
 ò può influenzare sia le preferenze circa le materie scolastiche sia le 
 future aspirazioni degli alunni\, che finiscono per esprimere interessi pr
 ofessionali in linea con gli stereotipi. La pressione\, consapevole e non\
 , di tali pregiudizi può portare le studentesse a vivere in maniera negat
 iva lo studio delle discipline scientifiche\; esse infatti mostrano una ba
 ssa autostima e una scarsa percezione di autoefficacia. Il progetto di ric
 erca che sarà qui presentato ha come obiettivo la realizzazione e la sper
 imentazione di una proposta didattica basata sull’Inquiry Based Educatio
 n atta a promuovere il senso di benessere e stima di sé degli alunni freq
 uentanti le classi 5° di una scuola primaria\, con particolare attenzione
  alle differenze di genere. La proposta didattica ha come contenuto fisico
  quello dell’energia.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/
 1050/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1050/
END:VEVENT
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SUMMARY:Indagare l’identità In fisica degli studenti universitari e del
 le scuole superiori attraverso un modello di equazioni strutturali
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DESCRIPTION:Speakers: S. Galano (Università degli Studi di Napoli Federic
 o II)\nNell'ambito delle STEM\, il framework teorico dell'identità è spe
 sso utilizzato per indagare l'intenzione degli studenti di intraprendere u
 na carriera legata alle STEM. Lo scopo di questo studio è stato quello di
  esplorare le relazioni tra l'identità\, l'interesse\, il riconoscimento 
 e l'autoefficacia in fisica\, tenendo conto del ruolo del genere nell'infl
 uenzare questi costrutti e del ruolo della precedente esperienza in fisica
  nel moderare le relazioni. L'analisi si è basata su un questionario su s
 cala Likert volto a misurare i costrutti affrontati\, somministrato online
  a N = 1135 studenti italiani delle scuole superiori e dei corsi di laurea
  in fisica e ingegneria. Si è quindi validato un modello strutturale in c
 ui l'autoefficacia ha un effetto indiretto sull'identità in fisica\, medi
 ato dall'interesse e dal riconoscimento. Gli effetti diretti sono signific
 ativi solo per gli studenti universitari. Il modello strutturale sembra es
 sere invariante rispetto alla precedente esperienza con la fisica. I risul
 tati hanno implicazioni per l'insegnamento\, in termini di comprensione de
 l meccanismo alla base della promozione dello sviluppo dell'identità degl
 i studenti in fisica.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/10
 51/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1051/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Indagine nazionale sulla percezione della scienza nella scuola pri
 maria: panoramica e risultati preliminari dell’analisi basata su ML
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DESCRIPTION:Speakers: P. Sapia (AgoràLAB e Università della Calabria)\nL
 a percezione pubblica della scienza è un elemento cruciale nel determinar
 e gli atteggiamenti sociali nei confronti della scienza stessa e delle tec
 nologie da essa derivate. La qualità di tale percezione tra i giovani e i
  giovanissimi può condizionare l’apprendimento delle discipline scienti
 fiche durante il percorso scolastico e le successive scelte formative univ
 ersitarie. È quindi molto importante che chi si occupa di progettazione e
  realizzazione di iniziative di apprendimento in ambito STEM abbia un quad
 ro il più possibile fedele e completo della percezione della scienza da p
 arte degli stakeholder di riferimento. In questo contesto\, grande rilievo
  ha avuto negli anni ottanta un’indagine denominata “Draw a Scientist
 ” – DAST – condotta nel mondo anglosassone\, volta a profilare la pe
 rcezione che bambini e bambine della scuola primaria avevano degli scienzi
 ati e delle scienziate. Da allora\, per diversi decenni\, questo tipo di i
 ndagine non è stata più curata e solo recentemente è tornata all’atte
 nzione della ricerca educativa\, in concomitanza con la disaffezione dalle
  carriere scientifiche che segna molti paesi occidentali.\nIn questo conte
 sto\, il laboratorio “AgoràLAB” in collaborazione con il centro di ri
 cerca interuniversitario “GEO” ha avviato una ricerca denominata “Di
 segna una Persona che Fa Scienza” – DPFS\, volta a caratterizzare la p
 ercezione che bambini e bambine della scuola primaria hanno di scienziati 
 e scienziate. L’indagine è basata sulla acquisizione di elaborati grafi
 ci (acquisiti a oggi più di 1400) realizzati dagli alunni sulla base di u
 na specifica consegna. Tali elaborati vengono analizzati sulla base di un 
 insieme di più di 20 caratteristiche. L’elevata dimensionalità del dat
 a-set fa sì che le tecniche di Machine Learnign (ML) costituiscano gli st
 rumenti di elezione per l’analisi quantitativa dei dati di ricerca.\nNel
  contributo verrà descritta la struttura della ricerca\, i primi risultat
 i dell’analisi statistico-descrittiva e l’impostazione dell’analisi 
 basata sul ML.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/1052/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1052/
END:VEVENT
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SUMMARY:A light ray in a semicircular cavity
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DESCRIPTION:Speakers: V.  Lamberti (Università di Salerno)\nIt is well kn
 own that the path of a light ray incident on the inner reflecting wall of 
 a circular cavity\ncan be constructed by geometric means. In the present w
 ork we consider the case of a semicircular\ncavity. The geometric properti
 es of circular cavities are thus recalled\, and a graphical approach is\nd
 evised to allow students to trace trajectories by a ruler-and-compass meth
 od. Subsequently\,\nreflection patterns in semicircular cavities are sough
 t. It is found that the graphical method\ndeveloped for the circular cavit
 y can still be adopted to derive the reflection patterns in the case of\ns
 emicircular cavities. Simple laboratory activities are proposed. Finally\,
  the case of cavities with\ndifferent shapes is briefly discussed.\n\nhttp
 s://indico.unina.it/event/76/contributions/1059/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1059/
END:VEVENT
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SUMMARY:Progettazione di una sequenza di insegnamento e apprendimento sui 
 fenomeni di superficie per la formazione universitaria
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DESCRIPTION:Speakers: I.  Grazia (Università di Palermo)\nLa fisica dei f
 enomeni di superficie nei liquidi copre una vasta gamma di argomenti\, alc
 uni dei quali spesso sono poco approfonditi o addirittura trascurati nella
  programmazione scolastica/universitaria. La ricerca qui introdotta ha lo 
 scopo di studiare una ricostruzione didattica dei contenuti fisici relativ
 i alla tematica suddetta\, per facilitare l’apprendimento attraverso spe
 cifiche forme di comunicazione e configurazione dei processi di insegnamen
 to/apprendimento\, nei quali gli studenti giochino un ruolo più attivo ne
 lla costruzione della loro conoscenza\, anche in base ai loro specifici st
 ili cognitivi. In questo contributo\, saranno introdotte le linee guida pe
 r la progettazione e la sperimentazione di un percorso di insegnamento/app
 rendimento (TLS) indirizzato a studenti universitari frequentanti il secon
 do anno di ingegneria e appartenenti a quattro differenti corsi di studio 
 dell’Università di Palermo. Alla luce dei risultati ottenuti durante pr
 ecedenti sperimentazioni di TLS sulla stessa tematica\, svolte con student
 i della scuola secondaria di secondo grado\, l’obbiettivo di questa sper
 imentazione sarà quello di verificare in che termini una più approfondit
 a partecipazione degli studenti alle attività di modellizzazione\, sia ma
 croscopica che mesoscopica dei fenomeni\, possa facilitare l’apprendimen
 to scientifico\, secondo una ben definita mappa delle “dimensioni” del
 lo stesso\, costruita sulla base della letteratura scientifica. Saranno an
 che incrementate\, rispetto alle precedenti sperimentazioni e tenuto conto
  del contesto universitario\, le attività sperimentali\, specie di tipo q
 uantitativo\, e si supporterà l’interpretazione di quanto osservato in 
 laboratorio sulla base delle attività di modellizzazione svolte. Sarà\, 
 infine\, incentivato il pensiero creativo\, il “benessere cognitivo” e
  lo sviluppo di una “mentalità dinamica” degli studenti.\n\nhttps://i
 ndico.unina.it/event/76/contributions/1058/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1058/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Prospettive recenti in didattica della fisica tramite l'adozione d
 i tecnologie hard e soft nel laboratorio
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DTEND;VALUE=DATE-TIME:20231130T163900Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20260410T201313Z
UID:indico-contribution-76-1060@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: E. Tufino (Università di Trento)\nIl crescente inse
 rimento delle tecnologie nel campo della didattica della fisica apre nuove
  prospettive di ricerca e applicative. Tra queste\, i dispositivi hardware
  come iOLab\, smartphone e visori per la realtà aumentata\, insieme agli 
 strumenti software come Python\, stanno ridefinendo l'approccio sperimenta
 le nell'insegnamento. iOLab e smartphone\, integrando sensori avanzati e u
 n'interfaccia intuitiva\, promuovono un'indagine scientifica attiva\, in c
 ui gli studenti hanno un ruolo diretto nel verificare ipotesi o modelli\, 
 prendendo decisioni e trovando soluzioni da soli.  \nMostreremo\, per esem
 pio\, come utilizzando la proprietà di tali dispositivi di calcolare e di
  visualizzare graficamente la trasformata di Fourier dei segnali acquisiti
  tramite i sensori\, si possono esplorare e interpretare in modo nuovo mol
 ti fenomeni dipendenti dal tempo. La realtà aumentata\, implementata tram
 ite visori e altri dispositivi\, fornisce un'immersione diretta nei princi
 pi fisici\, arricchendo l’informazione e i contenuti astratti e formali 
 in esperienza concreta. Infine\, i Jupyter Notebooks in Python emergono co
 me strumenti di comodo utilizzo per l'elaborazione dati\, permettendo agli
  studenti di sviluppare competenze computazionali attraverso esercizi e ap
 plicazioni direttamente collegate agli esperimenti. In questo lavoro\, pre
 sentiamo percorsi didattici sperimentati\, alcuni dei quali seguendo l’a
 pproccio ISLE (Investigative Science Learning Environment)\, che coinvolgo
 no studenti e docenti degli ultimi anni del liceo e dei corsi introduttivi
  universitari.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/1060/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1060/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Esperienze d’insegnamento-apprendimento della fisica nei contest
 i formali e informali. Approccio fenomenologico alla modellizzazione delle
  rotazioni del corpo rigido con l’uso di exhibit\, simulazioni e sensori
  MEMS
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UID:indico-contribution-76-1061@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: G.  Artiano (Università degli Studi della Campania 
 Luigi Vanvitelli)\nIl lavoro mette in pratica una proposta didattica che i
 ntegra strumenti didattici e riflessioni teoriche sviluppati in contesti f
 ormali e informali d’insegnamento e apprendimento della fisica. La propo
 sta insiste sui seguenti punti:\n\n1.	Studio del modello teorico del fenom
 eno\;\n2.	Utilizzo di schede programmabili e sensori per la misura di gran
 dezze fisiche osservabili\;\n3.	Scrittura di codici per la calibrazione de
 i sensori e per il calcolo numerico dei dati.\n\nPartendo da una rivisitaz
 ione dei contenuti didattici\, abbiamo arricchito lo studio delle rotazion
 i del corpo rigido con l’exhibit scientifico “Bicycle Wheel Gyro” pr
 ogettato dall’Exploratorium di San Francisco (Hipschman R.\,1983). Dal p
 unto di vista didattico\, l’exhibit è un potente strumento pedagogico c
 he mette in evidenza anche gli aspetti più complessi di un fenomeno fisic
 o. L’utilizzo didattico del solo exhibit rischia però di essere un’es
 perienza solo qualitativa. Il lavoro di ricerca\, si pone\, invece come sf
 ida\, di multi rappresentare l’evoluzione del fenomeno fisico introducen
 do nell’esperienza didattica nuovi strumenti che fortificano l’esperie
 nza sensoriale\, che insistono sulla modellizzazione virtuale del fenomeno
  e la programmazione di strumenti di misura consentendo una visualizzazion
 e in tempo reale del sistema. L’attività fa parte nel programma didatti
 co del corso di Didattica della Fisica per studenti della laurea magistral
 e in Fisica e Matematica ed è inserita in sperimentazioni didattiche nei 
 corsi di fisica I per gli studenti di ingegneria. Il tema dell’attività
  è stato sviluppato e approfondito in tre tesi di laurea magistrale in di
 dattica della fisica e della matematica\, in diverse attività di divulgaz
 ione\, mostre scientifiche\, attività di formazione per docenti ed esperi
 enze extrascolastiche di educazione scientifica nei poli educativi territo
 riali. La sperimentazione\, che si caratterizza per la sua varietà di app
 rocci\, si inserisce in un quadro di ricerca in didattica della fisica che
  prova a legare ricerca teorica e pratica didattica\, e che riflette su un
  modello d’intervento che tenga conto dei reali bisogni educativi delle 
 persone che vivono specifici e differenti contesti d’apprendimento-inseg
 namento della fisica.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/10
 61/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1061/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Utilizzo del modello ondulatorio della luce nell’interpretazione
  dei fenomeni di diffrazione e spettroscopia ottica da parte di studenti d
 i scuola secondaria superiore
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DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20260410T201313Z
UID:indico-contribution-76-1062@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: D. Catena (Università degli Studi di Udine)\nIn un 
 programma di ricerca mirato all’elaborazione di proposte didattiche sull
 e onde elettromagnetiche\, la problematica del referente concettuale nella
  lettura dell’intero spettro elettromagnetico è di primaria importanza\
 , in primo luogo per costruire la capacità di riconoscere la natura dei d
 iversi enti rispetto a un linguaggio in cui si mescolano termini diversi (
 onda\, radiazione\, raggi\, …) riguardo le componenti lo spettro elettro
 magnetico. Anche la capacità di leggere con modelli diversi i fenomeni co
 involti nelle diverse regioni dello spettro elettromagnetico richiede padr
 onanza delle caratteristiche degli enti interpretativi. In particolare\, l
 a luce è la componente dello spettro più familiare nelle esperienze e ne
 gli studi della scuola secondaria\, che vede intrecciarsi i termini di rag
 gio ed onda\, soprattutto per una mancata chiarificazione tra impiego di m
 odelli di ottica geometrica per alcuni fenomeni e modelli ondulatori per a
 ltri. Nonostante le proposte elaborate nell’ambito della ricerca in dida
 ttica della fisica suggeriscono di costruire competenza nell’utilizzo de
 l fotone come oggetto quantistico interpretativo\, la tradizione didattica
  si basa infatti sul modello di onda. Per investigare l’utilizzo di tale
  della luce da parte degli studenti\, abbiamo deciso di partire dall’ott
 ica ed esplorato le modalità interpretative di fenomeni di diffrazione\, 
 secondo due diversi approcci\, con 60 studenti liceali di due diverse sedi
 . L’analisi approfondita di alcuni concetti - come quelli di fase\, camm
 ino ottico e fronte d’onda - nell’interpretazione della diffrazione\, 
 danno evidenza di una buona della padronanza interpretativa in un modello 
 ondulatorio. Tale modello condiziona però l’interpretazione di uno spet
 tro discreto\, valutata nel contesto di un percorso didattico di ricerca c
 onsolidato da numerose sperimentazioni sulla spettroscopia ottica. Tale bi
 as concettuale suggerisce di trattare fenomeni di diffrazione e polarizzaz
 ione ottica sia mediante un modello ondulatorio della luce\, sia mediante 
 un modello a fotone come oggetto quantistico\, superando nel contempo la n
 etta separazione tra fisica classica e moderna nel curriculum.\n\nhttps://
 indico.unina.it/event/76/contributions/1062/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1062/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Attività di orientamento per studenti di scuola secondaria: quest
 ionario propedeutico e “open-ended lab” di fisica
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DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20260410T201313Z
UID:indico-contribution-76-1063@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: R.  Virzi (Politecnico  di Milano)\nNell’ambito de
 l progetto del Ministero dell’Università e della Ricerca relativo all
 ’Orientamento attivo nella transizione scuola università\, tra i corsi 
 che il Politecnico di Milano ha proposto c’era quello di “Introduzione
  metodologica alla preparazione del test di ingegneria”\, che ha inteso 
 offrire gli strumenti metodologici per lo studio degli argomenti di fisica
  e matematica\, anche descrivendo le risorse didattiche offerte\, nonché 
 sviluppare le competenze logico-matematiche\, il metodo scientifico\, la m
 odellistica e il problem-solving. \nIl corso era strutturato in moduli: un
  primo modulo di 3 ore in presenza riguardante gli aspetti motivazionali d
 egli studenti\, 6 ore di attività di matematica e 6 ore di attività di f
 isica. Quest’ultimo era costituito da 2 ore online introduttive sugli as
 petti dell’apprendimento e del materiale didattico\, seguite da 4 ore in
  presenza con attività laboratoriali. All’interno dell’incontro intro
 duttivo gli studenti hanno svolto un questionario composto da 8 domande a 
 risposta multipla\, con lo scopo di evidenziare lacune\, concezioni errate
  o errori concettuali che di solito rendono difficile il superamento del t
 est. L’attività in laboratorio invece è stata progettata seguendo un m
 odello di open-ended lab\, con attenzione alla validità didattica delle e
 sperienze\; gli studenti sono stati invitati a esplorare con la massima au
 tonomia possibile le grandezze fisiche legate a un certo fenomeno e a scop
 rire le relazioni tra esse. Al termine del percorso è stato poi somminist
 rato agli studenti un questionario di gradimento.\nL’attività di ricerc
 a qui riportata si focalizza sul questionario propedeutico: le risposte de
 gli studenti sono state analizzate sulla base della classical test theory\
 , e i risultati dell’analisi rivelano che il questionario è stato compl
 essivamente efficace e ben strutturato.\n\nhttps://indico.unina.it/event/7
 6/contributions/1063/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1063/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Analisi delle credenze pseudoscientifiche in Meccanica Quantistica
  di studenti e docenti di scuola secondaria superiore
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UID:indico-contribution-76-1065@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: W.  Sciarretta (Università degli Studi di Napoli Fe
 derico II)\nLa pandemia da COVID-19 ha fatto crescere l’interesse nei co
 nfronti delle possibili ragioni alla base del diffondersi di false notizie
  a carattere scientifico. La diffusione di fake news a carattere scientifi
 co può infatti portare ad una sfiducia generalizzata nei confronti della 
 scienza con conseguenze gravi per la nostra società\, a partire dalla rin
 uncia alle vaccinazioni fino alla negazione del cambiamento climatico. Tra
  le fake news amplificate dai social media relative ad argomenti di Fisica
  sono ben note le teorie terrapiattiste e le teorie della cospirazione che
  avvolgono figure come Nikola Tesla o avvenimenti storici come lo sbarco s
 ulla Luna. Molto meno note al grande pubblico sono fake news molto diffuse
  sui siti e social relative alla teoria della meccanica quantistica e alle
  sue applicazioni. Si pensi alle teorie new age sull’anima e alle cure c
 osiddette “quantistiche”\, tornate in auge dopo il COVID-19.\nIn quest
 o contributo si analizzano le relazioni tra alcune delle variabili psicolo
 giche\, educative e sociali che la letteratura individua come importanti p
 er interpretare e prevedere i processi descritti in precedenza. In partico
 lare\, si è sviluppato uno strumento psicometrico in grado di misurare le
  credenze pseudoscientifiche di studenti e docenti\, incluse quelle relati
 ve alla Meccanica Quantistica. A tal fine si presenterà il quadro teorico
  relativo alla pseudo scienza\, in particolare facendo riferimento a crite
 ri di demarcazione per distinguerla dalla Scienza e si presenteranno le di
 mensioni del costrutto “pseudo-scienza” (Magia/Misticismo\, Teorie cos
 pirazioniste\, Negazione della scienza) estendendole alla pseudo-quantisti
 ca includendo la dimensione della Disinformazione. Le metodologie utilizza
 te per verificare le ipotesi di ricerca sono: analisi fattoriale esplorati
 ve e confermative per stabilire la validità dello strumento\, analisi del
 le corrispondenze multiple per trasformare le variabili categoriali in var
 iabili continue\, regressione lineare e ANCOVA per descrivere quali fattor
 i maggiormente influenzino le credenze pseudoscientifiche degli studenti e
  dei docenti. Si presenteranno inoltre le misure concorrenti utilizzate in
  questo lavoro\, finalizzate a validare la nuova scala sviluppata. \nI ris
 ultati\, suddivisi per studenti e docenti\, mostrano che per gli studenti 
 le credenze pseudoscientifiche dipendono da: fiducia nelle istituzioni\, g
 enere\, fruizione dei contenuti scientifici\, indirizzo scolastico e conos
 cenza della terminologia. Per i docenti invece dipendono dal tipo di laure
 a conseguita\, dall’utilità percepita dell’insegnamento della MQ e da
 lla confidenza nell’insegnamento della MQ. \nI risultati suggeriscono ch
 e gli interventi di orientamento e divulgativi sulla meccanica quantistica
  incorporino elementi di Natura della Scienza\, cioè di come sviluppiamo 
 il sapere scientifico\, per fornire strumenti cognitivi agli studenti che 
 permettano di distinguere tra affermazioni corrette e affermazioni verosim
 ili ma false\, sia in fase di prebunking che di debunking.\n\nhttps://indi
 co.unina.it/event/76/contributions/1065/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1065/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Il ruolo delle variabili affettive e metacognitive sulla performan
 ce delle matricole in un corso di Fisica Generale in ambito STEM
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DTEND;VALUE=DATE-TIME:20231201T092900Z
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UID:indico-contribution-76-1066@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: A.  Cioffi (Università degli Studi di Napoli Federi
 co II)\nIn questo lavoro ci si propone di comprendere i meccanismi alla ba
 se dell’apprendimento della fisica nei primi anni universitari in relazi
 one a fattori affettive e metacognitivi esplorandone le reciproche relazio
 ni. I fattori che verranno presi in considerazione in questo lavoro sono l
 ’engagement\, l’accuratezza degli studenti nelle proprie autovalutazio
 ni\, le loro percezioni di ansia\, fiducia in sé\, autoefficacia e il lor
 o rendimento di fine semestre\, sia in relazione al superamento o meno del
 l’esame di Fisica Generale I sia in relazione al numero di crediti forma
 tivi universitari (CFU) maturati nell’arco del primo semestre A.A 2022/2
 3. Si studierà inoltre come il genere biologico degli studenti influenza 
 le relazioni tra i fattori metacognitivi e l’apprendimento.\n\nhttps://i
 ndico.unina.it/event/76/contributions/1066/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1066/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Potenziare l'apprendimento integrato di fisica e matematica: un po
 nte tra università e scuola secondaria
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UID:indico-contribution-76-1064@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: M.  Carli (Università di Padova)\nLa relazione tra 
 matematica e fisica è uno dei temi centrali della ricerca in didattica de
 lla fisica\, con linee di sviluppo diverse e complementari. Dal 2018 il no
 stro gruppo ha esplorato questo tema indagando le difficoltà e le risorse
  messe in atto dagli studenti nell’uso di alcuni strumenti matematici (d
 erivate\, integrali\, vettori) nei corsi universitari di fisica. La ricerc
 a è stata poi estesa alla scuola secondaria di II grado\, anche con lo sc
 opo di sviluppare attività didattiche di potenziamento. Uno strumento imp
 ortante nella ricerca è il Test of Calculus and Vectors in Mathematics an
 d Physics (TCV-MP)\, pubblicato nel 2020 e poi riadattato per la scuola se
 condaria.\nQuesto contributo si focalizzerà sui risultati dell’indagine
  alla scuola secondaria. L’indagine ha coinvolto dapprima un gruppo pilo
 ta di 43 studenti\, e poi\, nel 2022/23\, 260 studenti e i rispettivi inse
 gnanti della rete dei Licei Matematici del Veneto. Il percorso ha previsto
  la formazione di una comunità di apprendimento di insegnanti in cui si 
 è condiviso il TCV-MP e si sono co-progettate attività di potenziamento 
 secondo il modello di Uhden et al. (2012). Il test è stato utilizzato sia
  come strumento di rilevazione pre/post\, sia come spunto di discussione.\
 nIl progetto ha evidenziato le potenzialità dell’approccio integrato tr
 a matematica e fisica per stimolare un’esplicita connessione tra le due 
 discipline\, utile anche in vista della proposta per i corsi abilitanti de
 lla classe di concorso A027. I risultati offrono informazioni sull’effic
 acia di diverse modalità di intervento e spunti di miglioramento.\nNel 20
 23-24 la ricerca si svilupperà con una parziale revisione del TCV-MP a pa
 rtire dai dati delle precedenti somministrazioni\, informate dalla lettera
 tura più recente e beneficiando anche di alcune collaborazioni internazio
 nali.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/1064/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1064/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:La complessità (dell'apprendimento e quindi dell'insegnamento) de
 lla fisica
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UID:indico-contribution-76-1068@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: T.  Matteuzzi (Università di Firenze)\nLa ricerca i
 n Didattica della Fisica ha evidenziato che l'insegnamento di questa disci
 plina\, e in particolare della meccanica\, presenta difficoltà intrinsech
 e\, connesse all'incapacità dello studente di conciliare l’intuizione f
 isica innata (in parte somigliante alla fisica aristotelica)\, basata su e
 uristiche cognitive disomogenee\, con il metodo deduttivo insegnato a scuo
 la.\nIl mondo che ci circonda è descritto dai principi fisici che studiam
 o a scuola\, ma la loro corretta individuazione è ostacolata dal conflitt
 o tra le nozioni “apprese” e il modulo di fisica intuitiva che l’ess
 ere umano\, così come molti altri animali\, possiede fin dalla nascita. \
 nLa fisica intuitiva è quella che usiamo nella vita di tutti i giorni per
  interpretare i fenomeni (spesso sociali) e manipolare gli oggetti. Da qui
 \, per esempio\, associamo le forze al concetto di intenzionalità\, i cor
 pi in caduta al moto in un mezzo viscoso\, utilizziamo inconsciamente un p
 articolare sistema di riferimento\, etc.. Il contrasto che emerge tra l’
 esperienza e la meccanica insegnata a scuola richiede allo studente un dop
 pio sforzo: mentre apprende le nuove nozioni\, deve tenere sotto controllo
  le “misconcezioni” della fisica innata. \nPresenteremo alcune indagin
 i sulle implicazioni cognitive dell'apprendimento e dell'insegnamento dell
 a fisica (principalmente della meccanica)\, riportando i risultati di un t
 est da noi sviluppato (partendo dal Force Concept Inventory)\, capace di i
 ndividuare le concezioni ingenue più diffuse tra gli studenti e da noi so
 mministrato a studenti della scuola secondaria di secondo grado e universi
 tari. Infine\, presenteremo alcuni risultati di un’indagine esplorativa 
 sulle concezioni ingenue di fisica condotta su alunni della scuola primari
 a.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions/1068/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1068/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Progettare sequenze di insegnamento -apprendimento per la formazio
 ne degli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado in fisica class
 ica
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UID:indico-contribution-76-1069@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: M.  Tuveri (Università di Cagliari )\na formazione 
 dei docenti è una componente fondamentale della ricerca in didattica dell
 a fisica. Formare i docenti implica formare anche gli studenti\, motivando
 li verso la fisica e contribuendo a costruire una società scientificament
 e più consapevole. In questo contributo si discuterà uno strumento elabo
 rato dal gruppo di ricerca in didattica della fisica dell’Università di
  Cagliari per la progettazione di sequenze di insegnamento-apprendimento p
 er la formazione dei docenti della scuola secondaria di primo grado. Si di
 scuterà il quadro teorico di riferimento\, che si basa sul ruolo dei mode
 lli in fisica e sul ruolo delle conoscenze iniziali degli studenti (e dei 
 docenti) nel processo di apprendimento. Lo strumento elaborato sfrutta gli
  approcci pedagogici dell’ "Inquired Based Science Education" e dei "Tea
 ching Experiment". Si mostrerà un esempio specifico della sua applicazion
 e nel caso della meccanica al fine di progettare sequenze didattiche e spe
 rimentarle in contesti scolastici reali.\n\nhttps://indico.unina.it/event/
 76/contributions/1069/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1069/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Progettazione e realizzazione di sistemi e di esperimenti per lo s
 tudio in tempo reale delle leggi dei gas e dei processi termodinamici.
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DESCRIPTION:Speakers: F.  Guida ( Università degli Studi di Napoli Federi
 co II)\nUn filone interessante di ricerca riguarda la possibilità di lavo
 rare\, nello studio e nella modellizzazione dei fenomeni fisici\, allo svi
 luppo di capacità integrate che riguardano diverse discipline scientifich
 e e in particolare fisica\, chimica\, matematica e tecnologia. Negli ultim
 i anni\, grazie ad un’elettronica a basso costo si sono diffusi sistemi 
 programmabili basati su schede a microcontrollore e trasduttori che\, prog
 rammati in modo mirato\, possono essere utilizzati non solo come strumenti
  di misura ma anche per correlare grandezze. In più\, le piattaforme di s
 imulazione e i linguaggi di programmazione sono sempre più versatili perm
 ettendo la modellizzazione del fenomeno e la scrittura di codici per la pr
 ogrammazione delle schede in una maniera sempre più intuitiva. L’utiliz
 zo di questi sistemi si sta diffondendo in modo significativo e comunità 
 di sperimentatori (studenti\, ricercatori e insegnanti) scambiano soluzion
 i e materiali per progettare e realizzare esperimenti anche non tradiziona
 li. Non sempre nei contesti formali siamo in grado di cogliere le opportun
 ità che si presentano. Le esperienze che presentiamo fanno parte di perco
 rsi sperimentati in scuole secondarie\, in corsi di fisica e di laboratori
 o all’università e nella formazione degli insegnanti. Nel discutere sul
 l’impianto dei percorsi proposti che mirano all’acquisizione dei conce
 tti chiave per la comprensione della Termodinamica ci soffermeremo sugli a
 spetti più significativi che permettono secondo noi di cogliere le opport
 unità offerte dall’utilizzo integrato di sensori e di schede programmab
 ili. In letteratura sono presentate diverse valide proposte prevalentement
 e orientate alla precisione e alla facilità di esecuzione delle misure ef
 fettuate. Negli esempi che presenteremo\, la precisione della misura gioca
  un ruolo importante ma cercheremo soprattutto di discutere su come dando 
 allo studente la possibilità di progettare e realizzare contemporaneament
 e l’esperimento (con oggetti di uso comune e di laboratorio) e l’appar
 ato di acquisizione-programmazione (con più trasduttori in linea) si poss
 a lavorare per cogliere il significato di concetti chiave\, ad esempio gas
  ideale\, trasformazione ciclica\, trasformazione quasi-statica e reversib
 ile\, stati di equilibrio e trasformazioni\, rendimento. I riferimenti e g
 li approfondimenti disponibili sono documentati in tesi di laurea e di dot
 torato e gli apparati da noi progettati saranno presentati nel seminario c
 on dimostrazioni interattive.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contribu
 tions/1070/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1070/
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
SUMMARY:Exploring Teaching/Learning  Properties of Matter: A Cross-Country
  Study
DTSTART;VALUE=DATE-TIME:20231201T094500Z
DTEND;VALUE=DATE-TIME:20231201T100700Z
DTSTAMP;VALUE=DATE-TIME:20260410T201313Z
UID:indico-contribution-76-1067@cern.ch
DESCRIPTION:Speakers: A.  Ünal ( Università degli studi di Udine)\nThe p
 hysics of matter is one of the most crucial research lines in the last 30 
 years of physics research\, but a coherent vertical path in that field is 
 not present in curricula. In particular\, properties of matter are often o
 verlooked or superficially addressed in curricula and textbooks. Therefore
 \, there is a need for research on educational proposals. We approached th
 e problem by reviewing the literature on teaching and learning properties 
 of matter in physics education. After identifying specific criteria\, we c
 onducted a comprehensive search of the Web of Science and Google Scholar d
 atabases\, retrieving 1420 papers and selecting 15 publications that met t
 he specified criteria. Upon analyzing the selected articles\, it became ev
 ident that they could be effectively categorized under four different sect
 ions. In parallel\, we conducted a survey of 195 teachers to explore the p
 erspectives and practices of primary and middle school teachers on propert
 ies of matter in Italy and Turkey. The findings highlighted significant di
 fferences in the subtopics and concepts emphasized\, as well as the teachi
 ng methods used by teachers. Interestingly\, there were significant differ
 ences in teachers' perspectives based on the country they worked in\, but 
 no significant differences in their practices were observed when consideri
 ng the associated country or school level. This suggests that a teacher's 
 geographical location has a more pronounced impact on their teaching persp
 ectives regarding properties of matter than the school level where they te
 ach. In light of these results\, we have prepared an interview protocol an
 d are now exploring in depth the perspectives and practices of primary and
  middle school teachers.\n\nhttps://indico.unina.it/event/76/contributions
 /1067/
LOCATION:Museo di Fisica
URL:https://indico.unina.it/event/76/contributions/1067/
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